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ASIA

Le zone del mondo più frequentate dai trekkers e dagli alpinisti sono proprio in questa parte del mondo.

In Nepal, Pakistan o India è generalmente possibile praticare graduali salite sulle montagne, potendo teoricamente evitare le piste di atterraggio più alte del mondo – l’ 84% delle persone che giunge con l’aereo  all’Hotel Everest View (3860m) soffre di AMS.

Una salita graduale all’altopiano del Tibet non è d’altra parte possibile, così bisogna valutare molto attentamente i sintomi dell’AMS ed evitare gli sforzi fino a che non ci si sia un minimo acclimatati.

Pedalando da Lhasa al campo base dell’Everest, un gruppo scavalcò due passi a 5000 metri in 8 giorni. Al nono giorno, a 4150 metri, un componente del gruppo si svegliò accusando nausea, vertigini e brividi, incapace di camminare dritto. A mezzogiorno, in assenza di alcun miglioramento, decisero di scendere a valle. Questo avveniva al di là di un passo a 5150 metri. La vittima era diventata cianotica, respirava con difficoltà, rantolando e ‘schiumando’ dalla bocca. Una volta scavalcato il passo, le sue condizioni migliorarono. Quella notte il gruppo si fermò a 4100 metri, e un medico locale diagnosticò erroneamente una crisi di alta pressione del sangue. Fortunatamente essi incontrarono un medico alpinista che diede loro medicine per il mal di montagna. Il giorno successivo essi scesero a quota 2400 con un camion e infine rientrarono a Kathmandu per una visita medica.

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